giovedì 10 gennaio 2013

RECENSIONE LETTERARIA: JIMMY PAGE - "LUCE E OMBRA"



Della grandezza divina e della magia compositiva, dell’arte creativa al confine col divino (sinonimo di perfetto nella fantasia dell’uomo che lo immagina) di questo artista e del gruppo che ha contribuito fortemente a rendere così celebre, un’autentica leggenda del blues-rock, influenza per la maggior parte di tutto l’hard rock e heavy metal venuto poi (ancora quello recente ne trae ispirazione e stiamo parlando di più di 40 anni di band che continuano, in modo fallace, ad attingere alla foce … per non usare il volgare termine di “scroccare le idee”) non voglio neanche proferirmi. Se non conoscete i Led Zeppelin avete solo il dovere di spendere il prossimo stipendio nell’acquisto dell’intera discografia in un unico pacco, a seguito di un unico gesto di estrapolazione di bigliettoni dal portafoglio: non avrete mai a che fare, nella vostra triste e routinaria esistenza, con spese migliori, neppure quelle mediche-chirurgiche per salvarvi la vita. Una presenza su questa terra, vissuta senza conoscere i Led Zeppelin, equivale alla vita di un essere nato cieco e sordo, che quindi elabora estrapolazioni mentali solo dall’immaginazione di un punto irremovibile e senza luce nè suono nello spazio. Qui voglio parlare del libro. Questo che ho tra le mani è l’unica autentica opera letteraria autorizzata ufficialmente da almeno uno solo dei membri della band. Vi pare poco?? … montagne di carta sono state macchiate con porcate inutili, totalmente inventate sulla loro pazza vita da rock star, le stesse porcate che sono state scritte su Slash, su Adler, sui Crue, su Ozzy e su tutti quei dementi che hanno invece acconsentito che si facesse sperpero e scempio della loro privacy, con notizie puramente sensazionaliste, come la solita vita da rockstar a base del solito e ormai boring e consunto trittico sesso-droga-rock’n’roll (che esistenza pallosa, meglio una vita passata sui libri e sulle ricette di cucina). Page invece, che è un artista serio e non un pagliaccio come i tristi personaggi nominati poc’anzi, non ci sta e in questa raccolta di un ventennio buono di reali interviste, ci mostra un’opera in cui ci parla semplicemente dell’argomento per cui lo conosciamo: la musica. I vizi e stravizi (che pure Mr. Page & soci di combriccola orgiastica, hanno fatto) sono solo satelliti che ruotano attorno al pianeta principale che è e continua ad essere il suo amore incondizionato per la musica e questo James Patrick Page lo sa. Il libro allora ci sfodera un continuum di storia leggendaria, che ci parla di arte chitarristica, della sua vita da turnista da studio e di tecnico del suono, ancor prima di entrare negli Zeppelin (interessante è la sua collaborazione con Clapton, Jeff Beck e la militanza negli Yardbirds) e lo fa in una commistione tra sfera sentimentale, in cui si denota tutta la passione per il suo strumento e per la buona riuscita della musica d’insieme, e il profilo strettamente tecnico-descrittivo. Ci insegna allora come microfonare una batteria, ponendo l’accento sull’importanza dei microfoni d’ambiente, che vanno posizionati lontano dai fusti, proprio per catturare i riverberi naturali e i rientri della sala di registrazione, così affascinanti da ascoltare e così freddi da riproporre artificialmente (ascoltare “When the levee breaks” per credere, non è che qui si parla a vanvera, chiaro??!!). Per ottenere tutto questo, il buon Page nascondeva i microfoni anche nei bui corridoi, non è che producesse i dischi degli Zep a casaccio!! Ci parla della sua esperienza con lo studio del blues e anche del jazz, del suo approccio con la lettura forzata della musica su pentagramma, a cui fu costretto ad imparare, per continuare a lavorare come turnista da studio per le più disparate occasioni in cui si trovò a suonare. Non male, tutto serve nella vita e fu grazie a quel lavoro protratto per tutti gli anni ’60, che riuscì da solo a produrre e finanziare i primi due favolosi album degli Zeppelin (avvalendosi esclusivamente di un fonico opportunamente monitorato), portando le bobine già pronte e registrate direttamente alla Atlantic per la distribuzione. Riuscì anche ad ottenere il controllo totale sulla produzione della band, quindi tutto ciò che ascoltate dagli Zep è creazione genuina, farina del loro unico sacco e niente di riarrangiato o consigliato dalle avide major discografiche. Tutto questo grazie alla sua esperienza come musicista, come turnista e come produttore che ci hanno restituito un Page già maturo, ancor prima di fondare gli Zep. Il libro è anche arricchito da interessanti voci fuori-campo di artisti che hanno collaborato con lui,  come il grande John Paul Jones e Jeff Beck. Cos’altro aggiungere?? RISPETTO per questo artista. RISPETTO E DEVOZIONE TOTALE. Devozione per la sua musica. Rispetto per il coraggio di scrivere un libro enfatizzando il lato tecnico delle sue creazioni, rischiando così di annoiare il lettore, senza quella sterpaglia di giornalismo gossipparo pieno di deretani nudi, tette al vento e curve chilometriche di cocaina sui tavoli (che tanto piace al pubblico frustrato e abituato solo al lavoro schiavista nei capannoni) di cui invece si sono avvalsi tanti altri deboli artisti.

VOTO: 9

EMMANUEL MENCHETTI

lunedì 7 gennaio 2013

RECENSIONE LETTERARIA: STEVEN ADLER: My Appetite for Destruction: Sex & Drugs & Guns N' Roses




L'operazione di un fallito che ha vissuto un momento di gloria tanto intenso quanto fugace, illustre quanto vano, che ha contribuito marginalmente alla realizzazione di un album cardine, capolavoro assoluto della storia del rock di ogni epoca, per poi sparire dopo appena uno sparuto ciuffo di anni dai riflettori, smollato senza riserve dai suoi compagni per non meglio identificati problemi con le droghe (come se loro invece non le usassero!!) e se ne ritorna 20 anni dopo con questo libretto, rivendicando nostalgicamente la sua passata appartenenza alla celebre band, mi sembra tutta una manovra davvero patetica. Il tutto per buttar su due soldi (forse perchè per farsi le spade i diritti su quel disco, dato l'avvento di internet nel frattempo, non bastano più!) e per buttar su questi due soldi non poteva che farsi scrivere un libro (scommetto che a malapena riuscirebbe a scrivere il proprio nome) pieno di minchiate assurde. Come volevasi dimostrare l'opera in questione non parla di musica, di sogni realizzati e di speranze nell'orizzonte di un musicista o per lo meno lo fa ma in minima parte perchè quella roba non interessa, non vende oltre che questo batterista non ha studiato assolutamente nulla di musica quindi non sarebbe proprio in grado di approfondire un discorso puramente musicale sotto il profilo tecnico-descrittivo. Meglio parlare di quello che vogliono sentire tutti, musicisti e non... così giusto per ampliare il target di destinazione: ma ovviamente parlo delle sue fantomatiche avventure sessuali! Questo libro descrive scenette orgiastiche del tutto improbabili con avvenenti fanciulle, anzi "della miglior specie" come si preoccupa di puntualizzare chi scrive per conto di Adler, in una totale profanazione del valore morale delle donne, dove queste vengono trattate peggio di stupide bestie, asservite in plotoni a chissà quale fantomatico potere attrattivo. Da come dice il nostro visionario Adler, talmente entusiasta di quello che racconta da suscitare in me il dubbio di aver imparato a credere alle sue stesse bugie nel corso degli anni oppure di aver dimenticato che non fossero vere, sembra proprio che questi esseri totalmente privi di cervello, facessero la fila per gentilmente succhiare le parti intime sue, di Slash o del suo amico Tommy Lee, anzi avessero talmente fretta di farlo che non aspettavano neanche la fila, buttandosi in massa sui fortunati lungocriniti. Io posso comprendere che una fanciulla di un'età non certo superiore ai 20 anni, si possa appassionare a questo genere di musica e magari possa puntare a fidanzarsi o ad avere un rapporto seppur fugace con i diretti protagonisti di quella scena ma da qui a stare a raccontare che plotoni di ragazzine si scannassero tra di loro solo per poter ingerire il loro liquido seminale come se queste donne, perse nel formicaio, fossero totalmente prive di autostima, dignità ed anche solo logica mi sembra decisamente fuori luogo, fantascientifico e lasciatemelo dire.... osare immaginarlo (spacciandolo tristemente per vero) è anche schifosamente maschilista. Chi conosce veramente le donne sa benissimo che nessuna di queste si presterebbe ad essere formica in un formicaio e chi lo facesse soffrirebbe sicuramente di un'autostima così bassa che la cosa farebbe seriamente dubitare del proprio potenziale fisico. Di qui la logica considerazione che Mr. Adler non ha avuto un numero di donne più alto di quello delle dita contenute nella mano di un operaio metalmeccanico dopo un tragico incidente sul lavoro e se ne ha avute di più, non ha capito nulla della psicologia femminile. La cosa che mi fa più rabbia è che questo autentico fallito, vittima solo delle sue bugie oltre che delle droghe, palesa e millanta una bassa autostima per tutto il libro forse per rendersi più simpatico al lettore, quando poi si lascia incoerentemente andare in certe frasi decisamente ridicole che invece ci mostrano un vero e proprio delirio di onnipotenza. Sta comunque all'intelligenza del lettore giudicare la veridicità dei fatti trattati e per me l'unica cosa vera che c'è scritta in questo libro è che Axl fosse un autentico stronzo egocentrico interessato solo a sè stesso e alla sua immagine e questo è risaputo perchè giornalisti e organizzatori di festival si sono sempre lamentati per i suoi comportamenti da bambinetto viziato e poi basterebbe guardarlo sul palco per capire che razza di pagliaccio è (domanda: l'avete mai visto con la stessa giacca per più di una canzone??? ... ok la risposta allora è insita nella domanda). Il libro, coerentemente con tristi politiche di facile mercato, scorre molto bene ed anche in modo piacevole e interessante.... se ciò che ci fosse scritto fosse vero. La musica però e soprattutto la letteratura è decisamente un'altra cosa. Lasciate marcire questo libro negli scaffali delle librerie e seguite solo i musicisti che amano veramente la propria musica e non quelli della peggior specie che invece la usano solo per rimorchiare donne.

VOTO: 1

EMMANUEL MENCHETTI






mercoledì 2 gennaio 2013

INTERVISTA ALLA GRANDE CANTANTE CLARISSA VICHI




Voglio innanzitutto constatare di essere onorato che questa grandissima artista, inarrivabile cantante abbia accettato di rispondere alle mie domande, ma veniamo al sodo .....


CIAO, CLARISSA, INNANZITUTTO MI RITENGO ONORATO DI POTER INTERVISTARE UN'ARTISTA COME TE E LA PRIMA DOMANDA E' BANALE (SEI TALMENTE BRAVA CHE MI FAI ESSERE BANALE) MA MI PREME SAPERLO: IO RITENGO PERSONALMENTE CHE LA DOTE MUSICALE SIA QUALCOSA SOPRATTUTTO DI INNATO CHE CONTRADDISTINGUE IL MUSICISTA DALLA PERSONA "NORMALE" ED E' ANCHE GIUSTO CHE SIA COSI' PERCHE' NON RITENGO CHE SIA LODEVOLE LA CONDIZIONE SEMI-DIVINA DI ARTISTA SE A QUESTA SI POTREBBE ASSURGERE SOLO ED ESCLUSIVAMENTE CON LO STUDIO. CREDO CHE A MAGGIOR RAGIONE QUESTO VALGA PER LA VOCE DOVE LO STRUMENTO CHE ADOPERI SAGGIAMENTE CON LO STUDIO E LA TECNICA SOPRAFFINA, E' IL TUO STESSO CORPO CHE QUINDI DEVE ESSERE BEN EDUCATO E CONSERVATO, MA CHE MADRE NATURA TI HA DATO ALLA NASCITA. RITENGO ANCHE CHE LA VOCE SIA QUEL PARTICOLARE TIMBRO DELLA MUSICA CHE REALMENTE DIFFERENZIA UN GRUPPO DA UN ALTRO PERCHE' APPARTIENE ALLA DISCREZIONALITA' E ALL'INDIVIDUALITA' DI CHI CANTA. DETTO QUESTO, SE SEI D'ACCORDO CON ME, TI CHIEDO: QUANDO E SOPRATTUTTO IN CHE MODO HAI SCOPERTO DI AVERE QUESTA INVIDIABILE DOTE MUSICALE, QUESTA VOCE COSI' SPLENDIDA??? ... OPPURE MI CONTRADDICI RISPONDENDOMI CHE E' STATO TUTTO E SOLO QUESTIONE DI STUDIO??


CLARISSA VICHI: piacere di essere qui caro emmanuel..per quanto riguarda la mia voce..beh posso dire che madre natura mi ha dato una grande mano,ho scoperto di avere il dono da piccola..all'età di 9 anni..poi diciamo che intorno ai 15 ho preso la seria considerazione di dedicarmi totalmente ad essa.lo studio c'è stato e continua ad esserci (soprattutto autodidatta),ascoltando e facendo master class un po qua e un po la..su diversi generi.


NON PENSI CHE DALLE NOSTRE PARTI RIGUARDO AL CANTO CI SIA MOLTA SUPERFICIALITA'? ... MI SPIEGO, IN POCHI STUDIANO QUESTO STRUMENTO CHE INVECE, COME TU INSEGNERAI, SE NON OPPORTUNAMENTE MONITORATO NEL SAGGIO USO DEL DIAFRAMMA, DELLA RESPIRAZIONE, DEL CONTROLLO DELLA VIBRAZIONE SONORA NEL CAVO ORALE E NASALE, PUO' ANCHE PORTARE SERI PROBLEMI ALLE CORDE VOCALI; MOLTE PERSONE, CREDENDO DI ESSERE INTONATE E DI AVERE UN'IMMAGINE DECENTE, SONO CONVINTE CHE QUESTO BASTI PER PIACERE AL PUBBLICO, MA E' VERAMENTE COSI'? NON SI TENDE UN PO' A CONFONDERE L'IMMAGINE CON LA REALE DOTE MUSICALE?

io ti dirò solo una cosa: ormai pensano che cantare sia alla portata di tutti quando non è cosi..

FORSE QUESTA SUPERFICIALITA' CI E' DATA DAI CATTIVI ESEMPI TELEVISIVI O DI GENTE INCOMPETENTE CHE "CE L'HA FATTA"?

a questa domanda ti rispondo che siamo in un paese dove la cultura al momento è a basso livello..in tutti i campi..quindi di conseguenza tutto ciò si porta anche nella musica..quello che vediamo in tv non è la grande realtà musicale che abbiamo in italia.io giro molto e di talenti e di gruppi valorosi ne ho visti e sentiti tanti..e non sono certo in televisione--

COSA PENSI DEI TALENT SHOW COME "AMICI" O "X FACTOR"? SOLO IMMONDIZIA TELEVISIVA, TERRITORIO DI CORRUZIONE O REALE TRAMPOLINO DI LANCIO PER TALENTI ALTRIMENTI RIMASTI NEL BUIO DELL'OBLIO?

i talent ai quali io stessa ho voluto in precedenza partecipare ti possono dare la spinta giusta ma se non hai qualche spinta dietro (parlo di produttori e contratti) non valgono il gioco..rischi di entrare nel dimenticatoio in due anni...xchè è una fabbrica del ricambio..

QUALI SONO LE TUE CANTANTI PREFERITE E IN CHE MODO VIVI L'INTERPRETAZIONE DI ARTISTI COME JANIS JOPLIN, PRINCE, AMY WINEHOUSE SU DI TE?? NON TEMI DI PERDERE PERSONALITA' ??

la personalità ci appartiene..io credo solo che ispirandosi a certi artisti si possa crescere..nel mio caso questo succede..x dire un nome io adoro RACHELLE FERRELL

A QUANDO UN DISCO DI CANZONI DI CLARISSA VICHI... MA SOPRATTUTTO QUANDO TI VEDREMO IN TELEVISIONE??

in tv al momento non credo..i miei inediti ci sono..non li porto molto in giro xchè attualmente come live lavoro con situazioni tribute e cover..ma state pronti che il cd arriverà..

SPAZIO PER I RITUALI SALUTI AL POPOLO DI FACEBOOK ( E NON) CHE CI ASCOLTA.....

un grazie a te e a tutti,w la musica sempre..xchè è lei che ci salva!
clarissa

....E UN GRAZIE A TE DI ESISTERE AGGIUNGO IO!!!!


sabato 29 dicembre 2012

INTERVISTA A ALBERTO AMBROGIANI, SINGER DEI DEVIOUS MINE






Beh che dire, ci sono artisti che alle domande ti rispondono immediatamente, praticamente in tempo reale ed altri che se la prendono comoda, sicuramente l'intervista che segue è rivolta a chi fa parte della prima classe, quella degli artisti veri che credono veramente in quello che fanno, che ci mettono il cuore e non aspettano domani ciò che può essere fatto oggi.... ANZI ORA!! Polemiche a parte, abbiamo un artista decisamente geniale, eclettico, virtuoso e... lasciatemi dire...addirittura innovativo!! un vero genio, una voce stupenda, un artista completo e una persona di grande cuore e spirito, quello vero che brucia nell'anima, che forgia l'ansia creativa ossia quello stato d'animo sempre sulla cresta dell'onda che ossessiona solo chi ha la fortuna di essere nato e cresciuto mai slegato da un eterno cordone ombelicale con l'arte, quella vera che dà i natali solo a grandi opere.....SIGNORE E SIGNORI ECCO A VOI ALBERTO AMBROGIANI, BUONA LETTURA....

Ciao Alberto, innanzitutto ti devo fare vivi e sinceri complimenti (cosa che raramente faccio nel corso di un'intervista, salvo casi, appunto, eccezionali) per la tua splendida voce e partiamo subito da questo: dono di mamma o studio sopraffino?

ALBERTO AMBROGIANI: ahahahahah mitico, io attualmente sto studiando canto all'accademia Zero Crossing qui a pesaro, poi non so se è un dono o meno ma cmq ti ringrazio delle lusinghe, mi fa sempre piacere riceverne da chi di musica ne sà.

Hai realizzato uno splendido video su youtube (che mi pare stia avendo anche un meritato riscontro di visualizzazioni) con varie sovra-incisioni anche percussive, fatte tutte solo con la voce; ci vuoi spiegare un po' la storia di questo video, com'è nata la geniale idea e come lo hai realizzato? Perchè sei nato genio? Di cosa ti nutri la mattina?!!! ... se mi dai la marca dei biscotti, ci provo anchio! ....

ahahahah domande spettacolari (IO DI SPETTACOLARE QUI VEDO SOLO LA SUA VOCE .. NDA !!), allora c'è da dire che come si intuisce dal video, non sono normale! L'idea di realizzare un video come quello è nata dal fatto che la canzone mi piace molto, avevo già in programma di cantare su una base ma non sono riuscito a trovare niente (gratis) di decente, allora non avendo alternative ho provato a fare tutto da solo. Riguardandolo adesso il video è pieno di imprecisioni vocali, ma vabbè dai .... non sono un professionista (cioè ragazzi è pure modesto, questa è classe e un esempio di grande ricchezza interiore, di quella opulenza spirituale solo di chi guarda avanti e non si volta mai indietro, gran rispetto!! ...  comunque non statelo a sentire, è bravissimo nda!!) quindi ci può anche stare. (ps... al mattino mangio i "cuor di mela" ahahah).

Parlaci ora invece della tua band, i Devious Mine, facci un po' di storia come se la dovessi presentare a chi non la conosce ancora....

YEah, la band! Allora i Devious Mine sono una band pesarese che prova a suonare un generaccio, il POWER METAL. siamo sui palchi dal 2008 e come ogni buona band che si rispetti, abbiamo avuto non pochi problemi tra line-up e sfighe epocali. Suoniamo prettamente pezzi nostri, e finalmente quest'anno siamo riusciti a produrre il nostro primo EP "REVELATION" che ci ha tolto diverse soddisfazioni. Che dire di noi, facciamo musica immediata, aggressiva e melodica (alcuni potranno storcere il naso, ma il cantanto è interamente pulito, perchè non son buono a cantare in altre maniere) uniamo stili e caratteristiche del power metal classico (SONATA ARCTICA, STRATOVARIOUS, ecc.. ) a stili più moderni. Venite a vederci che sappiamo anche far ridere (in senso buono).

Dove ed in che modo sono avvenute le registrazioni del disco?


Le registrazioni sono state effettuate presso lo STUDIO WAVES di Paolo Rossi, e sempre il Paul si è occupato del mastering. Diciamo che se sei di pesaro, Paul è un MUST per le band locali.

Se la tua vita fosse una squadra di calcio, che ruolo giocherebbero il live e la registrazione in studio? in quale delle due dimensioni si cala meglio il tuo approccio e la tua attitudine? non credi che l'incisione di un disco, senza nulla togliere alla magia e all'esperienza umana di un concerto, ti doni come una macchina del tempo, uno specchio del passato in cui la tua giovinezza viene immortalata nel suo periodo migliore da riascoltare anche quando sarai vecchio e nostalgico?

premetto che odio il calcio ahahaha (a chi lo dici... infatti ho fatto un esempio scemo, come sempre ... nda!!) allora per come sono fatto io, preferisco di gran lunga il live... cioè mi piace l'atmosfera che si crea, le facce degli spettatori, l'ansia da prestazione e l'idea di riuscire a emozionare gli spettatori mi piace da matti.Il cd invece rappresenta un traguardo, un cimelio che rimarrà per sempre, la cosa mi piace molto perchè poi un giorno quando sarà vecchio potrò dire di aver inciso un cd ahahaha cioè non è una cosa da tutti. ricapitolando preferisco il concerto per tutte le emozioni che regala al pubblico e a noi gruppo, ma cmq l'incidere del cd è un esperienza diversa ma cmq gradita.


Quali sono i tuoi ascolti (intuisco vari e diversificati dal tuo stile eclettico) e come collochi la scena del power metal italiano degli ultimi 15 anni rispetto a quella internazionale? .... insomma, come diceva Madonna (anche se riferendosi ad altro!!) è vero che "italians do it better"???!!!


Allora il genere che suoniamo è un unione di generi, definirla power metal è in qualche modo riduttivo. Nella nostra band succede che ogni componente del gruppo ha il suo stile preferito, l'unione di questi 5 stili (siamo in 5 nel gruppo) si ritrova nelle nostre canzoni. Le band che personalmente mi hanno influenzato di più sono Sonata arctica, blind guardian, stratovarious, galneruys, Rhapsody (o rhapsody of fire) , edguy, avantasia, iron maiden, manowar .... e altri che non mi vengono in mente. Allora, per quanto riguarda il power metal italiano, posso parlare solo come performer, in quanto non mi sento di parlare come se fossi un esperto... ma per quello che ho visto suonando in giro posso dire che il power metal italiano viva un periodo di crisi... (un po' come tutto il metal in generale secondo me) è un genere che si ama o si odia. In italia esistono grandi band che fanno power come, Trick or treat, ancient bard, vision divine, labirinth , vexillum ecc... che hanno una tecnica paurosa ma non riescono ad ottenere il successo che meriterebbero. Il power metal comporta grandi responsabilità, dato che non siamo l'ultima moda tutti ci snobbano, ma l'importante è non perdere mai la passione e la voglia di divertirsi.


.....RAGAZZI, QUESTI SPACCANO IL CULO, SE VOLETE ASCOLTARLI PROVATE A CLICCARE SU QUESTO LINK!!



giovedì 20 dicembre 2012

INTERVISTA AI NIGHTLAND IN OCCASIONE DELL'USCITA DEL NUOVO EP "IN SOLEMN RISE"







Sono lieto di intervistare una delle band più promettenti dell'attuale panorama italiano in ambito di Gothic - folk - epic death metal dalle tinte symphonic black, un gruppo cresciuto in modo esponenziale in un ciuffo sparuto di anni, regalandoci dischi ed esibizioni dal vivo sempre più professionali e convincenti.... ragazzi... THE END OF THE WORLD IS COMING E LORO SONO QUI A RICORDARCELO A SUON DI MAZZATE EPIC DEATH TRA CAPO E COLLO.......


1) Ciao mitici!! Allora partiamo subito con una domanda che affronta senza fronzoli e orpelli il motivo principale per cui ho deciso di farvi questa intervista: … il vostro nuovo disco!! Me ne volete parlare?? Progetti, aspirazioni ed il perché di questo nuovo disco….

Filippo Scrima (chitarra): Ciao! Innanzitutto grazie di questa intervista, e dell'occasione che ci dai di parlare del nostro progetto. Questo CD è a tutti gli effetti il nostro primo lavoro ufficiale che rappresenta appieno il sound della band, come sintesi delle diverse evoluzioni stilistiche che ci hanno caratterizzato negli anni passati. E' un EP di 5 tracce, disponibile digitalmente sui maggiori distributori di musica online, e che lascia senza fiato fin dalla prima traccia; racchiude ed esalta ogni peculiare sfumatura del nostro stile, dai toni più death alle digressioni sinfoniche ed atmosferiche, dalle sonorità cupe e fredde a maestosi ed epici cori. E' nato come necessità di esternazione di questa nuova forma stilistica, e con questo prodotto puntiamo a farci conoscere il più possibile anche all'estero, grazie anche alla sua ampia reperibilità.

2) Sulla vostra locandina promozionale leggo “ THE END OF THE WORLD IS COMING …. IN SOLEMN RISE, THE NEW EP RELEASED IN 21/12/2012” data scelta “a caso” (dai che tanto non ci credo!!) o manovretta, diciamocelo, un pochino “commerciale” per attirare ascolti alla Death SS ?? (Steve Sylvester è il re del marketing assieme a Joey DeMaio, Gene Simmons e Steve Harris!!)

Si, ovviamente la data dell'uscita è stata scelta strategicamente, sfruttando la grande pubblicità che si è creata attorno a questa profezia! ma un attimo... siamo ancora vivi?? Del resto, non siamo gli unici ad aver optato per una manovra commerciale di questo tipo!

3) Ho saputo del nuovo split con il vostro bassista Andrea Sangervasi…. Piacere di decimare i bassisti o semplice divergenza artistica??

Andrea Sangervasi (in arte Toby) ha deciso di lasciare la band per divergenze artistiche. Gli auguriamo il meglio per la sua carriera e lo ringraziamo del percorso fatto assieme a noi. Attualmente stiamo facendo delle audizioni per il completamento della line-up.

4) Per ottenere un buon livello qualitativo e quantitativo di concerti è più importante la tecnica strumentistica individuale di ogni membro, l’affiatamento personale all’interno della band o una giusta attitudine sul palco e nella vita?? Quindi…. La precedente domanda era propedeutica a questa, il metal si impara o ci si nasce?? È solo un genere musicale o una filosofia oppure una religione di vita??

Bisogna inanzitutto capire che il concerto per una band non e' altro che l'atto finale di tutti gli sforzi fatti durante le giornare passate a studiare, suonare e a versare sudore sul proprio strumento. La tecnica individuale è sicuramente importante ma è l'affiatamento che conferisce quella spinta in più alla band, non solo a livello morale, ma anche a livello di immagine e di compattezza del sound. Proprio per questo noi vediamo la band come un'"azienda", dove ognuno di noi si occupa di un settore, e in questo modo cerchiamo di portare avanti il tutto con efficienza, dedizione e aiuto reciproco (l'unione fa la forza!). Per questo aspetto, si, il Metal (o meglio la musica in generale) lo possiamo intendere come una filosofia di vita, perchè per riuscire meglio nel proprio lavoro, è necessario esservi dedito al 100%. In sostanza, il Metal lo si può imparare, ma per trasmetterlo è dal più profondo di noi stessi che dobbiamo sentirlo.

5) Cosa pensate dell’avvento delle orchestrazioni classiche e dell’invasione delle tastiere nel black metal degli ultimi 15 anni?? E’ stato tradito qualcosa o normale evoluzione di un genere??

Le tastiere e le orchestrazioni nel Metal, se ben usate, ti possono far venire la pelle d'oca. Il fatto che il Black Metal in particolare abbia risentito di questa evoluzione in maniera tanto forte da scindere drasticamente il proprio pubblico è un'altra storia. In ogni genere musicale ci sono fan tendenzialmente conservatori ed altri più propensi al rinnovamento dello stile, ed è una cosa normale e rispettabile. Noi personalmente siamo favorevoli all'evoluzione dei generi e delle band, poichè ciò mette in mostra il coraggio che possiede un artista di mettersi in gioco continuamente, di proporre una nuova strada, che non sia già affermata e confermata come successo. Del resto, se tutti seguissimo una rotta già solcata, ci fermeremmo del tutto!

6) Dateci 3 buoni motivi per assistere ad un vostro concerto ed almeno 1 motivo per venire a vedere voi anziché i Cradle of Filth se suonassero la stessa sera in un locale adiacente!!|

Tre motivazioni? 1- Lo spettacolo non manca mai! 2 - Vi facciamo saltare e cantare a squarciagola. 3 - Se poi avete voglia di farvi una bevuta con noi, siamo più che contenti!
Se suonassero i Cradle of Filth la stessa sera, beh... supporto alla scena emergente! Scegliete di dare il vostro prezioso ascolto ad una nuova esperienza, di cui potreste innamorarvi!

7)… ok ciao e grazie, se avete date in programma siete pregati di elencarle qui che posto l’intervista su facebook…. Stay brutal!!!

Nel momento in cui avremo date in programma te lo diremo subito! Grazie mille per l'intervista Menx! Stay Pawua!







martedì 18 dicembre 2012

RECENSIONE CINEMATOGRAFICA: "LA CASA 4" - Fabrizio Laurenti (1988)


Non ho mai amato i sequel, le saghe, le soap opera che, come Beautiful, arrivano alla 45.000.000esima puntata trucidando i testicoli di noi poveri comuni mortali afflitti da una televisione spazzatura, nè mai ho amato i diversi capitoli monotematici di uno stesso concept. L'eccezione, che in quanto tale conferma la regola, va fatta per qualche "casa" che, di certo, sfrutta un tema di sicuro successo negli anni '80 ma che da "La casa 3" è stato affidato a registi sempre diversi e tutti italiani. Bizzarra mossa se si pensa che tutto partì da un concept che era nato da un parto tipicamente americano e pacchiano (nonchè disgustoso) di Sam Raimi. Ogni film quindi, contribuisce personalmente e in modo assolutamente indipendente, a regalarci piacevoli visioni di incubi e sofferenza e questo, inquietante quanto il precedente capitolo di Umberto Lenzi, non è certo da meno. Bello. 

VOTO: 7,5

EMMANUEL MENCHETTI

INTERVISTA A ECHOTIME e GENGIS KHAN DOPO L'INVASION TOUR 2012 in REP. CECA, POLONIA, LITUANIA, LETTONIA, ESTONIA



1) Ciao ragazzi, allora veniamo subito al tour appena concluso, stavo guardando le date che avete fatto e noto che in 8 giorni avete letteralmente “invaso” (parafrasando il nome del tour) ben 5 paesi, suonando addirittura in due posti diversi lo stesso giorno…beh dato che io la data più lontana che ho fatto è a Imola (!!!) e non ne ho mai ravvicinate nemmeno 2 nell’arco delle 2 settimane consecutive, la domanda sorge spontanea (chi era quel fenomeno televisivo italiano che esordiva con questa frase??!! ) …SIETE STANCHI???
Filippo Martignano (ECHOTIME) :  Ciao Menx, innanzitutto grazie per l'interessamento! Siamo lieti di parlare di questa fantastica esperienza.
Stanchi ma felici, posso dire senza pensarci su un attimo che è un'esperienza che ogni musicista dovrebbe fare, tutta la fatica vale sicuramente le soddisfazioni e tutto l'apprezzamento che abbiamo riscontrato da parte dei nostri nuovi fan d'oltralpe.

Maurizio Lyon Leone (GENGIS KHAN): Beh direi di si..o meglio oggi siamo ancora un po’ stanchi ma già da domani saremmo potenzialmente già pronti a ripartire di nuovo..il palco è più che mai una droga! Del resto in passato coi Nasty Tendency io e frank Leone avevamo già sperimentato una tournè di ben 26 date con gli L.A. Guns tra uk e svezia

2) Fermo restando che sicuramente è stato difficile coprire le spese e che in tutti questi spostamenti repentini avete anche incontrato un clima (immagino in questa stagione) non proprio ospitale, non pensate che l’emozione di poter portare la propria musica all’estero ripaghi moralmente più di qualsiasi sacrificio materiale?

Filippo Martignano:  come già ho accennato nella risposta precendente, ribadisco senza esitazione che: SI, decisamente ne è valsa la pena.

Maurizio Lyon Leone: Assolutamente si! Ti dico lo rifarei non una ma cento altre volte..del resto abbiamo già altri tre tour europei preventivati,anzi forse anche di più ;-) un musicista che non prova l’esperienza di suonare all’estero per varie date secondo me si perde qualcosa di importante e imperdibile..che ti arricchisce musicalmente ma anche umanamente..e poi rinsalda l’affiatamento con la propria band..e poi a noi piace viaggiare e incontrare gente

3) Come mai il 12/12 vi siete spostati in Estonia da Riga per poi tornare a Riga nuovamente il giorno dopo, non sarebbe stato meglio riposarsi almeno un giorno, togliendo la data estone e magari passeggiando per le vie di Riga?? Immagino non abbiate avuto tanto tempo per accomodarvi e vedere i posti in cui stavate suonando

Filippo Martignano:  beh abbiamo avuto qualche day off in cui abbiamo potuto rilassarci (dopo svariate ore di viaggio...anche più di 10 a volte), quindi siamo riusciti tranquillamente a coprire tutte le tratte e, considerato che la data di Tartu in Estonia è stata una delle più soddisfacenti, credo proprio che, col senno di poi, sia stato meglio così.

Maurizio Lyon Leone: Avevamo un day off e l’abbiamo trascorso a Riga di ritorno dall’estonia per cui aveva senso anche logisticamente…in ogni caso non rinunceremmo mai ad una data live solo per fare una passeggiatina turistica…il rock’n’roll prima di tutto!!

4) Ricorderete questa esperienza più come crescita artistica individuale, come episodio di vita vissuta da raccontare, come fattore di maggiore affiatamento della band o come passo obbligato che qualsiasi musicista dovrebbe fare nella vita??

Filippo Martignano:  devo proprio scegliere una risposta? credo che tutto quello che tu abbia detto sia sacrosanto...abbiamo avuto modo di valorizzarci come singoli musicisti, come band nella sua totalità e come amici. Siamo tornati a casa con il cuore gonfio di emozioni, più affiatati e coesi di prima...e sì, non solo è un'esperienza che ogni musicista dovrebbe fare, ma è un'esperienza che ogni UOMO dovrebbe fare almeno una volta nella vita. Non mi spavento a dire che, a parer mio, siamo cresciuti più in questi 10 giorni che nell'ultimo anno.

Maurizio Lyon Leone: Tutte e quante le cose da te elencate..decisamente

5) Quali differenze avete riscontrato col pubblico italiano??

Filippo Martignano:  differenze abissali. è stato allucinante suonare così lontano da casa, dove non hai nessun tipo di seguito e ritrovarsi con una folla che ti acclama e pur non conoscendo le linee nè i testi si improvvisa a CANTARE LE TUE CANZONI. Credo che la cosa che più ci ha colpito sia stato quando a Tartu (estonia) a fine concerto, il pubblico ci ha chiesto come si dicesse "thank you" in italiano...e ci siamo ritrovati davanti a decine di persone che intonavano in coro "GRAZIE ECHOTIME".
Inutile dire che in Italia tutto ciò sia fantascienza...abbiamo molto da imparare anche sotto questo punto di vista...

Maurizio Lyon Leone: Prima di tutto là nei locali le donne sono la maggioranza..non mi sembra una cosa da poco ahahha
Seriamente direi che l’approccio di quel pubblico è più istintivo e partecipe rispetto al nostro, nel senso che in tutte queste date per esempio il pubblico già dalla prima canzone era sotto il palco pur non conoscendo una nota del nostro repertorio..impensabile qui in italia purtroppo

6) Cosa vi sentite di consigliare alle band italiane che si cimentano in questo splendido ma non così diffuso genere musicale??

Filippo Martignano:  Non abbiate paura di tradurre in musica quello che avete nella testa e nel cuore. non fermatevi al panorama italiano, perchè ci sono luoghi in cui, se siete in grado di tradurre la vostra anima in musica, ci sono persone in grado di comprenderla e di apprezzarla.
Maurizio Lyon Leone: Suonare live soprattutto all’estero..più fatica forse ma decisamente maggiori soddisfazioni,specie in prospettiva futura
7) Cosa direste invece alle band italiane che, per prendere date nel nostro paese, mandano avanti solo tributi ai vari Vasco e Ligabue?? (eventualmente nel mio blog si può anche insultare e dire parolacce) e cosa direste a coloro che invece si cimentano (chi riesce) a fare da turnista mercenario spesso imbarcandosi in tour con artisti con cui farebbe personalmente a meno?? … non pensate che sporcherebbero la loro culla e che la musica deve rimanere incontaminata da scelte venali??

Maurizio Lyon Leone: Mah ormai sono stanco di ripetere sempre le stesse cose sulla situazione italiana..è così e non cambierà mai!..sono pessimista..per fortuna il mondo è grande e spostandosi un po’ e facendosi un po’ il culo on the road sono certo che qualcosa si può combinare..ma per molti musicisti fare delle rassicuranti seratine a 50 euro con qualche tribute band,vedere la gente divertirsi suonando le canzoni che NON hanno scritto loro e tornare a casina a dormire ogni notte nel proprio lettino è tutto quello che desiderano..buon per loro!

Filippo Martignano:  beh, noi sinceramente ci sentiamo parzialmente chiamati in causa avendo un passato quasi decennale ormai sotto forma di coverband ahah. Ovviamente non ci svendiamo come magari possono fare altri, ma comunque penso che il percorso della coverband sia molto fruttifero non solo dal punto di vista monetario (è anche grazie alle 60 date all'anno che facciamo che riusciamo a permetterci la produzione del disco e tutte le spese a cui dobbiamo far fronte), ma anche al punto di vista musicale...io personalmente suono da 2 anni con gli echotime (anche se sembrano 10 ahah) e aver fatto con loro più di 100 date mi ha fatto crescere molto come musicista, mi ha insegnato a stare sul palco e a far fronte a tutti gli inconveniente che possono succedere all'ultimo momento...e per questo li ringrazio molto...quindi non biasimo le coverband, non biasimo chi fa di tutto per suonare perchè ANCHE questo serve tanto ad ogni musicista...
Detto questo, non limitatevi ad essere la copia di qualcuno, tirate fuori quello che avete dentro e fatevi valere in ogni modo.
Ma soprattutto...SOSTENETEVI A VICENDA! è anche per colpa del fatto che non c'è sostegno tra le varie band che in Italia si combina qualcosa soltanto a fare le "marchette", facciamo valere il panorama musicale italiano... siamo tutti sotto la stessa barca!

Alex Kage (ECHOTIME): per me va bene tutto ciò che ha detto filo...vorrei solo aggiungere che io (personalmente alex Kage) ho cercato di approfondire la conoscenza politica e culturale di questi stati dove ancora la povertà la fa da padrona in molti casi...ma la cosa più entusiasmante è il patriottismo post regime comunista,e la voglia di continuare ad essere protagonisti sapendo che essendo all'estremità dell'europa le loro possibilità sono più limitate per ora ma che a confronto di noi mediterranei (ormai ci hanno pure superato in moltissime cose)...la coesione di ideali è fondamentale sia nella musica che nello stato in cui si vive...sentirsi dire che i parenti sono stati schiacciati sotto i carri armati dell'ex urss mi ha davvero fatto capire il xchè della loro fottuta e coinvolgente mentalità di ribellione e nazionalismo... grazie scusate l'uscita alla bono vox hahaa..ma ci tengo

Maurizio Lyon Leone: ooooh ma parla di gnokka piuttosto ahahha

Alex Kage: noooo parlo di politica al momento penso serva d più visto il mondo di merda nel quale viviamo
;-)

Maurizio Lyon Leone: eh allora parliamo di monti e berlusca ahi ahi







Un ultimo spazio per i saluti e siate gentili… perché l’intervista la posto su facebook e vi taggo pure ahaha ciao e grazie per la disponibilità!!



Filippo Martignano: Vogliamo salutare i gengis khan con cui abbiamo condiviso questo fantastico tour; i promoter che abbiamo conosciuto durante il nostro viaggio che sono stati gentilissimi e disponibilissimi, tutti coloro che ci hanno sostenuto pur non avendo idea di chi fossimo e semplicemente ascoltando la nostra musica.
Voglio dire un grossissimo GRAZIE a tutti voi che ci seguite e non smettete mai di darci la forza di continuare il nostro lungo viaggio.
Grazie infine a te menx, per l'intervista.
Ci vediamo presto ON STAGE!

Maurizio Lyon Leone: Grazie a te dello spazio e dell’attenzione…un caro saluto anche ai compagni di avventure degli ECHOTIME…presto sentirete ancora parlare dei GENGIS KHAN..l’invasione è appena iniziata…stay heavy!!


Alex Kage: grazie menx un abbraccio